Grazie, Tuchini
Grazie, Tuchini
Un altro Carnevale da ricordare, un altro Carnevale vissuto insieme.
Voglio ringraziarvi personalmente per queste emozioni che solo voi riuscite a darmi. I vostri sguardi, gli occhi, gli abbracci, le strette di mano, i baci, le parole, le prese in giro: tutto fa parte di qualcosa che è difficile da spiegare.
Mi hanno chiesto se ero esattamente nel posto in cui volevo essere; la verità è che non credo esista un altro posto. Non credo esista un’altra squadra. Non so esattamente cosa succede dall’altra parte del ponte e, sinceramente, non mi interessa: mi interessa vivere il Carnevale insieme a voi.
Quest’anno avete accolto i personaggi con un calore che solo il Borghetto sa dare. Passare in mezzo a voi non ha eguali: sono sicuro che il Generale Mario se lo ricorderà per sempre. E per questo vi dico grazie.
E poi c’è una cosa che vale ogni anno, sempre: il Carnevale bisogna saperlo vivere. Bisogna stupirsi, farsi trasportare, essere combattivi quando serve e godersi la festa in ogni momento, anche quando si è stanchi, anche quando sembra che non basti mai. Perché il nostro orgoglio non sta solo in un numero o in una classifica, che non sempre va come dovremmo meritare. Ma si può migliorare, si riparte, ci si rimette sotto.
Quello che conta davvero sono i segni che ci portiamo addosso e dentro: i nostri simboli, i nostri colori, le nostre abitudini, i nostri gesti. Sono la traccia di una tradizione lunga, viva, che ci nutre ogni anno e che diventa ispirazione per quelli che verranno.
I ruoli li fanno le persone, e le persone passano. Ma quando un volto, un nome, un momento entra nella cornice del nostro Carnevale, lì dentro ci resta: diventa parte della storia, un simbolo che non si cancella e che rimarrà per sempre.
Grazie a tutti voi, davvero. Ci vediamo presto.
Il Presidente
Tucc’un