Roby – 19/09/18

Un messaggio nella notte è squillato sui nostri comodini e come sempre accade in questi momenti, comincia ad intrecciarsi in fili sottili la trama che lega i Vecchi ai giovani. Dapprima lenta, vola sempre più veloce, dai Tuchini di lunga data scivola giù giù fino ai giovani. Sono le stesse persone che fino a poche ore prima con mani nere smontavano assieme i gazebi della festa: “ci rivediamo venerdì”, ci siamo detti.

Ma gli occhi dicevano altro. In quel saluto abbiamo sempre saputo che probabilmente ci rivedremo ben prima, chi col velluto verde al collo chi semplicemente in disparte, ognuno col proprio silente sentimento. E così sarà: è la tremenda attesa che abbiamo già vissuto, diverse volte. Ci si abitua e non ci si abitua mai.

Un messaggio nella notte ha annunciato a queste rive che Roby infine ci ha lasciati, dopo mesi combattuti nella più dura battaglia della sua vita. Caparbio e cocciuto, ci ha provato così tanto che molti di noi ci hanno ingenuamente creduto, sperando forse che la Nostra dura pellaccia fosse veramente dura come le pietre del ponte. Assieme siamo più forti, nessuno ci butta giù, nessuno.

Eppure di nuovo piangeremo un amico chiedendoci il come e il perché. Domandandoci come faremo, guardandoci l’un l’altro, salutandoci in brevi ma profondi abbracci. E non sarà necessario attendere il primo piatto di pasta della domenica di tiro per rivedere le sue mani in tutto ciò che circonda questi cubetti: ci basterà sentire quel vuoto d’aria fra le sale della nostra Sede e percepiremo sottopelle ciò che Roberto Scaia è stato per tutti noi, per tutti voi. Una presenza viva, discreta, indissolubile, multiforme, amorevole, generosa.

Ma per questo ci sarà tempo. Ora sapete cosa succederà? Quello che succede sempre in questi casi: ci stringeremo così forte da sentire il cuore del nostro vicino battere lento a ritmo del nostro, all’unisono, un tutt’uno.

Già, tucc’un.

Perché una cosa è sicuramente innegabile, e questa verità ancora ieri ce la diceva proprio la stessa voce che stanotte ha iniziato a tessere la sottile trama che diventerà come sempre fitta e tenace, dura come le pietre del ponte: “Sai cosa ti dico? Ma a noi, chi c’ammazza?”.

Nessuno.

Tucc’un Roby, Tucc’un.